Prima il luogo. Poi l'uomo. Infine il mistero.

Le immagini di questa pagina sono bozzetti preparatori del progetto “Angeli, Custodi del Territorio” e anticipano alcune delle opere attualmente in corso di realizzazione.

Dal paesaggio al gesto

Il territorio non è soltanto ciò che vediamo.
È il risultato di gesti ripetuti nel tempo, di mani che coltivano, raccolgono, costruiscono e conservano.
Ne I Custodi del Territorio il luogo viene prima di tutto. Poi arriva l’uomo, con il suo lavoro e la sua presenza.

È attraverso questi gesti quotidiani che il paesaggio diventa memoria, identità e appartenenza.

La presenza dell'angelo

Gli angeli attraversano queste scene senza esserne protagonisti.
Possono osservare da lontano, confondersi con il paesaggio o sostare accanto a chi lavora. A volte sono gli animali ad accorgersi della loro presenza prima dell’uomo.

Non intervengono e non chiedono di essere visti.

Come negli Angeli Metropolitani, introducono nel quotidiano una dimensione inattesa, lasciando allo spettatore il piacere di scoprirla.

Un territorio da custodire

Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, riconosciute Patrimonio dell’Umanità UNESCO, sono il punto di partenza di questo nuovo percorso pittorico.
Vigneti, boschi, malghe e antiche tradizioni diventano luoghi di incontro tra paesaggio, lavoro e memoria.

Il progetto troverà compimento nel 2027, con la mostra Angeli, Custodi del Territorio a Palazzo Sarcinelli di Conegliano.
Non uno sguardo nostalgico sul passato, ma un racconto di ciò che ancora vive e continua a trasformarsi.