Opere in permanenza ed acquisizioni pubbliche

2026 — Centro Atlantis, Castelfranco Veneto

City Angels 150 × 150 cm Opera acquisita dal Centro Atlantis, realtà di utilità sociale alle porte di Castelfranco Veneto.
Il dipinto è dedicato alla fragilità dell’esistenza e al valore reciproco del prendersi cura.
La carrozzina e il bastone della vecchiaia diventano strumenti angelici, simboli di un’esperienza che non limita, ma eleva.

Nel gesto dell’aiuto reciproco, chi offre sostegno riceve a sua volta il dono dell’esperienza, della maturità e dell’appagamento interiore, riscoprendo il valore profondo del sentirsi utile.

2025 — Collezione Antonio Cattaruzza, Regione Friuli Venezia Giulia

Tre opere appartenenti al ciclo Angeli Metropolitani sono entrate a far parte della prestigiosa donazione Antonio Cattaruzza alla Regione Friuli Venezia Giulia, documentata nel catalogo ufficiale pubblicato dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale (ERPAC).
La collezione comprende opere di importanti protagonisti dell’arte moderna e contemporanea, tra cui Giorgio de Chirico, Max Ernst, Fernand Léger e Karel Appel.

2025 — Chiesa Parrocchiale di Valmaura, Trieste

I Discepoli del Risorto  150 × 150 cm
Opera acquisita dalla Parrocchia ed esposta permanentemente all’interno della chiesa.
La particolarità del dipinto risiede nell’assenza della figura di Cristo risorto. La sua presenza viene evocata attraverso le reazioni dei discepoli, i cui volti esprimono emozioni differenti di fronte al mistero della Resurrezione.

2025 — Chiesa Parrocchiale di Valmaura, Trieste

Il dialogo genera speranza
Opera musiva realizzata in collaborazione con la mosaicista Chiara Pilato, inaugurata nel febbraio 2025 in occasione del Giubileo degli Artisti e collocata permanentemente sulla parete esterna della chiesa.
Il trittico rappresenta un percorso simbolico che attraversa la separazione, la tragedia della Risiera di San Sabba e, infine, l’apertura verso un nuovo cammino di speranza.

2024 — Università degli Studi di Trieste

Opera donata all’Università degli Studi di Trieste in occasione del suo Centenario (1924–2024), oggi esposta permanentemente nella Galleria d’Arte dell’Ateneo, in Via del Lazzaretto Vecchio 8.
Nel dipinto, una figura femminile si solleva sopra la città mentre alcuni telefoni cellulari precipitano verso il basso. La cultura diventa ciò che permette di elevarsi, lasciando cadere le distrazioni della contemporaneità.

2024 — Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Lussemburgo

Ritratto della giudice italiana Lucia Serena Rossi, realizzato a seguito della mostra personale European Angels, ospitata nel 2022 dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.
L’opera è stata consegnata nel 2024 ed è conservata presso l’istituzione europea.

2021 — Comune di Noale (Venezia)

Opera donata al Comune di Noale in seguito alla mostra personale MediAngels, presentata da Gabriele Perretta e ospitata nel 2021 presso il Palazzo della Loggia.
Il dipinto è conservato permanentemente presso l’Ufficio Cultura del Comune.

2018 — Istituto Italiano di Cultura, San Francisco (USA)

Opera donata in occasione della mostra personale Angeli Metropolitani, ospitata nel 2018 dall’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco.
Il dipinto raffigura Piazza del Plebiscito a Napoli, reinterpretata attraverso il linguaggio degli Angeli Metropolitani.

2015 — Stift St. Georgen am Längsee, Austria

Opera donata in occasione della mostra personale Das Unsichtbare schauen (“Guardare l’invisibile”), svoltasi tra il 2015 e il 2016 presso lo Stift St. Georgen am Längsee e, contemporaneamente, nello spazio espositivo del Duomo di Klagenfurt.
Il dipinto raffigura lo storico monastero della Carinzia, oggi centro culturale, spirituale e ricettivo.

2014 — Comune di Montefano (Macerata)

Opera acquisita dal Comune di Montefano in seguito alla mostra personale Angeli, ospitata presso il Centro Studi Biblici G. Vannucci.
Il dipinto rappresenta una scena urbana ambientata nel centro storico della cittadina.

2012 — Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo, Trieste

Opera donata nel 2012 alla Parrocchia di Sant’Antonio Taumaturgo e conservata permanentemente nella sacrestia della chiesa.
Nel dipinto, che rappresenta una folla mentre attraversa la città, soltanto un bambino e un cane sembrano accorgersi della presenza della figura alata.